BELGIUM | BRUGES

E poi all’improvviso ti rigiri tra le coperte ad attendere impaziente che suoni la sveglia e indichi le 7.00, per non sentirti uno di quei nottambuli che non riescono a prendere sonno. Capita anche questo nelle interminabili giornate Belga, tra pioggia, freddo e qualche sporadico raggio di sole.

BRUGGE

Qualche settimana fa, all’inizio del mese di Luglio – poco prima del mio compleanno, i genitori di Priscy arrivano in città.  Noi non abbiamo ancora visto quella che le guide definiscono la Venezia del Nord e i suoi sembrano seriamente intenzionati a non perdersela, così muniti di entusiasmo e di un ombrello, prendiamo un treno diretto a Bruges.

Un biglietto, quattro chiacchiere e un ora e mezzo più tardi, arriviamo a destinazione e ad attenderci troviamo il solito tipico cielo grigio Belga. 

Il centro della città è caratterizzato dal consueto Markt dominato da piccoli e grandi palazzi in tipico stile Fiammingo, tra i quali troneggia l’elegante campanile Belfort. Pochi passi più avanti c’è il Burg – un vero borgo medievale che ci introduce alle piccole stradine costeggiate da case in pietra e piccoli bistrò che affiancano tutto il canale. 

Abbandonando l’idea di visitare i musei, seguiamo un delizioso labirinto di casette e piccole residenze sfarzose che ci conduce ad un mercatino che sorge lungo il Groenerei. Ci perdiamo nel grande parco a pochi passi dal Begijnhof, sede di una comunità di Beguines, dove ancora oggi è possible passeggiare tra gli alberi, la piccola chiesa e le casette –  in religioso silenzio.  

Intanto il sole fa capolino tra le nubi. Subito dopo un break e un delizioso Gaufre con gelato alla crema, mela caramellata e miele non resistiamo alla tentazione di fare i turisti e montiamo su una barca che ci fa fare il giro nei canali della città.

Se pur ancora mi resti difficile capire perché molte città d’europa debbano essere la versione nord, sud, ovest o est di una città Italiana – ammetto che Bruges ricorda un po’ Venezia. Una rivisitazione Belga con un’architettura elegante, rigorosamente nordica ed una sognante atmosfera romantica tra parchi verdi e alberi centenari. 

Non servono molte ore per godersi l’essenziale di questo piccolo Borgo Cittadino. Infine abbandoniamo Bruges percorrendo a ritroso il parco che la circonda, affollato da passanti incuriositi da un mercatino d’antiquariato che si spinge fino alla stazione dove noi saliamo sul treno diretto a Bruxelles.

English version /

And then suddenly you turn around between your bed sheet, waiting impatiently to the clock thicking 7.00 am to wake up and you do not feel like one of those night owls who can not sleep. It also happens in this endless Belgian days, through rain, cold and occasional sunshine.

A few weeks ago, in early July – just before my birthday, the parents of Priscy came to town. We have not yet seen what the guides call “Venice of the North” and the in-laws seemed seriously interested in it , so armed with enthusiasm and an umbrella we took a train to Bruges. A ticket, some talks and an hour and a half later, we arrived at the destination.

The typical Belgian gray sky was expecting us. The city center is characterized by the usual market square dominated by small and large buildings in Flemish style, including the Belfort, an elegant bell tower. A few steps further on there is the Burg which introduces us to a real medieval village with streets lined with stone houses and small bistros that flank the entire channel.

Leaving behind the idea of visiting museums, we follow a delightful maze of small houses and lavish mansions, which lead us to a market that rises along the Groenerei. We get lost in the large park near the Begijnhof, home to a community of Beguines, where it is still possible to walk among the trees, the little church and the houses in religious silence.

Meanwhile the sun is peeping through the clouds. Immediately, after a break and a delicious vanilla ice cream, caramelized apple and honey Gaufre, we do not resist the temptation to go sightseeing the city aboard on a boat that makes us go around the canals.

Though it still remains difficult to me to understand why many cities of Europe should be the north, south, west or east versions of a Italian cities – I have to admit that Bruges recalls Venice. It’s only a review of Venice with a Belgian elegant architecture, strictly Nordic and a dreamy romantic atmosphere among green parks and trees. You do not need many hours to enjoy the essence of this small village.

We will depart Bruges going back along the park that surrounds the city, crowded with curious people strolling by an antique market that goes up to the railway station where we took our train back home.

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